Sciopero Generale 30 ottobre / manifestazioni 31 ottobre. L’internazionale anarcosindacalista promuove una mobilitazione contro le guerre

La ICL-CIT, organizzazione internazionale a cui aderisce l’Unione Sindacale Italiana, ha lanciato un appello per due giornate di mobilitazione contro il militarismo e contro tutte le guerre.
L’USI-CIT accoglie l’appello dell’organizzazione internazionale di cui è parte, condividendone le preoccupazioni per l’attuale situazione globale e per le politiche del governo italiano che non si oppongono alle guerre in corso, quando non le legittimano o perfino le favoriscono.
L’USI proclama lo sciopero generale per il giorno 30 ottobre 2026 di tutto il personale dipendente pubblico e privato per l’intera giornata.

Scioperiamo contro il militarismo, contro l’aumento delle spese militari e della produzione di armamenti; contro l’economia di guerra e il conseguente peggioramento delle condizioni delle lavoratrici e dei lavoratori; contro l’esportazione di armi, sia vendute che cedute gratuitamente, in particolare in paesi coinvolti in conflitti; contro la militarizzazione della società.
Scioperiamo per l’azzeramento delle spese militari e l’investimento dei risparmi derivanti dall’abbattimento di tali spese in politiche sociali nell’ambito di sanità, scuola, edilizia pubblica e tutto ciò che costituisce lo stato sociale; per il ritiro di tutte le spedizioni militari all’estero; per la smilitarizzazione della società: basta militari nelle scuole e nelle strade!
Per i vigili del fuoco lo sciopero riguarderà solo il primo turno, mentre vengono esclusi dalla presente proclamazione i lavoratori e le lavoratrici dei seguenti settori: Trasporto pubblico locale, Trasporto aereo, Trasporto ferroviario, Trasporto marittimo. Si invitano organizzazioni sindacali conflittuali con presenza in tali settori dei trasporti ad analoga proclamazione dello sciopero generale nella stessa giornata.

L’organizzazione internazionale che ha promosso questa mobilitazione, la ICL-CIT, acronimo di Confederazione Internazionale del Lavoro (in lingua inglese e spagnola), si costituisce nel Congresso Internazionale delle organizzazioni anarcosindacaliste che si è tenuto a Parma nel 2018.
In questo momento aderiscono alla CIT le organizzazioni sindacali USI (USI CIT Italia), CNT (Spagna), IWW-NARA (Nord-America), IP (Polonia), FAU (Germania), CNT-F (Francia), IWW-WISERA (Gran Bretagna), ESE (Grecia), FORA (Argentina). Recentemente hanno chiesto l’adesione anche la FOB (Brasile) e la FGWM (Birmania). I principi basilari della CIT sono quelli dell’anarcosindacalismo definiti nello Statuto interno, in coerenza con i principi fondativi della Prima Internazionale per cui “l’Emancipazione sarà opera dei lavoratori stessi”. Attualmente ricopre l’incarico di Segretaria Anna Gussetti per la USI CIT, un incarico che dopo due anni di mandato, per il principio della rotazione, sta volgendo al termine, ed è previsto il passaggio della nuova Segreteria alla IP (Polonia).

Siamo di fronte ad una grave situazione internazionale, in cui l’industria delle armi e il loro commercio stanno imponendo le linee politiche utili ai loro profitti, promuovendo guerre in continua espansione sempre più pericolose, a rischio di una catastrofe umanitaria, provocando il progressivo impoverimento delle classi lavoratrici. In tale situazione le organizzazioni associate alla CIT hanno approvato la proposta di USI per una mobilitazione internazionale contro la guerra.

Dal 25 al 27 settembre si terrà in Italia, a Massenzatico, in provincia di Reggio Emilia, il Congresso straordinario della CIT. Chiediamo alla compagna Anna Gussetti, che a settembre termina il suo mandato di Segretaria CIT in rappresentanza dell’USI, che cosa ritiene di significativo sia stato realizzato in questa fase: “In questo periodo la Confederazione si è concentrata sul sostegno concreto (anche economico) alle lotte portate avanti a livello nazionale dai singoli sindacati della CIT (e non solo da essi) e in alcuni casi abbiamo dato vita a mobilitazioni partecipate in più paesi. L’evidente utilità di tali iniziative ha consentito inoltre di aumentare il numero dei sindacati aderenti all’internazionale”. Domandiamo allora quali siano le aspettative sul Congresso straordinario della CIT che si svolgerà a fine settembre: “Il Congresso straordinario è stato richiesto dall’USI soprattutto per risolvere alcuni problemi organizzativi interni. Il funzionamento della CIT è piuttosto macchinoso, come è logico sia in un’organizzazione federalista e libertaria, ma a volte i suoi meccanismi rischiano di frenare eccessivamente le iniziative. Riteniamo pertanto opportuno sveltire alcune procedure. Ma le aspettative non si fermano qui. Ci auspichiamo che il Congresso risulti utile anche per sviluppare il dibattito tra compagni intorno alle prospettive future, sia rispetto alla stessa Internazionale, sia riguardo all’approccio a temi globali che si fanno sempre più pressanti. Su tali argomenti non si potrà arrivare a delibere, in quanto tutto deve essere discusso all’interno dei singoli sindacati nazionali aderenti. Potranno però essere poste le basi per il prossimo, proficuo, Congresso ordinario. È importante anche fare il punto sul percorso che deve portare alla mobilitazione internazionale contro la guerra promosse dalla CIT nelle due giornate di fine ottobre. È significativo che fra gli osservatori presenti al Congresso ci sarà una delegazione sindacale dei lavoratori palestinesi PPSWU, a testimonianza dell’impegno di USI verso tale causa e dell’interesse che suscitano la nostre mobilitazioni sul piano internazionale, ad esempio il nostro impegno contro la guerra. Durante il Congresso di Massenzatico, inoltre, si effettuerà il passaggio di segreteria tra USI e IP (Polonia): l’opportunità di avvicendarsi in presenza è un valore aggiunto a cui do molta importanza”. Chiediamo quindi un parere sull’obbiettivio che si vuol raggiungere con la decisione della mobilitazione internazionale contro la guerra decisa dalla CIT: “Quando si apre una vertenza, l’obiettivo è quello di vincerla: cioè, in questo caso, quello di far sparire le guerre dalla storia! Devo ammettere che è un po’ ambizioso… Più modestamente: vorremmo che il mondo del lavoro facesse sapere a tutti che i lavoratori e le lavoratrici sono contrari alle guerre, a tutte le guerre, che hanno sempre portato lutti e miseria, e continuano a portarli. Chi ha vissuto una guerra lo sa bene”. Riportiamo di seguito l’appello della Segretaria di USI CIT Eotilia Ratta (Lia) “Come noto, le scelte belliciste sono sempre più frequenti per operazioni coloniali, appropriazione di risorse e altri motivi non certo nobili. La CIT ha deciso collegialmente di far confluire in un unico fine settimana, 30 e 31 ottobre, le lotte contro il militarismo a cui le sezioni danno vita nei loro rispettivi paesi, così da avere maggiore visibilità e, di conseguenza, una maggiore efficacia. Rivolgiamo un appello alla partecipazione a tutte le organizzazioni sindacali e ai movimenti sociali che sono impegnati contro le guerre e la produzione bellica e lo fanno principalmente per motivi etici e anche perché le politiche di guerra impoveriscono e privano di servizi tutti i lavoratori e tutte le lavoratrici, indipendentemente che il proprio paese sia direttamente coinvolto in una o più guerre. Vogliamo un mondo libero dalle armi e dai conflitti bellici e per questo lotteremo con la certezza sia un obiettivo possibile! Ricordiamoci di quante battaglie si ritenevano impossibili da vincere e invece con la lotta sono state vinte. Tanto maggiore sarà la partecipazione a livello nazionale e globale, tanto maggiore sarà la nostra possibilità di vittoria!”. Infine, si fa invito all’Assemblea Antimilitarista e all’IFA (Internazionale delle Federazioni Anarchiche) a sostenere la mobilitazione internazionalista contro la guerra.

Enrico Moroni

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